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PROFILI 

PROFESSIONALI

Conduttore immersione in foresta

COSA SONO E COSA NON SONO LE IMMERSIONI IN FORESTA

Le immersioni in foresta sono una pratica di promozione e prevenzione della salute. Non sono dunque né una forma di terapia medica né una psicoterapia.

La definizione di “immersione in foresta” o “bagno di foresta” si riferisce alla traduzione italiana del termine giapponese Shinrin-Yoku, una pratica i cui benefici nei confronti dello stress psicofisico, e persino nella prevenzione delle malattie croniche, sono ormai riconosciuti a livello internazionale, e dei cui effetti nelle foreste italiane la TeFFIt ha avviato la verifica e le eventuali necessità di adattamento.

Il dott. Qing Li, medico immunologo e considerato uno dei maggiori studiosi di questa pratica, afferma che Shinrin-Yoku “significa immergersi nell’atmosfera della foresta, farne esperienza attraverso tutti e cinque i sensi. Non è dunque una forma di esercizio fisico, un’escursione o una variante dello jogging: consiste semplicemente nell’entrare in contatto con la natura, nel connettersi ad essa attraverso le sensazioni fisiche.” (1) E chiarisce: “L'attenzione involontaria non richiede alcuno sforzo mentale, viene semplicemente naturale. Questo è il tipo di attenzione che usiamo quando siamo nella natura. Le immagini e i suoni rilassanti danno una pausa alle nostre risorse mentali. Consentono alla nostra mente di vagare e di riflettere, ripristinando così la nostra capacità di pensare in modo più chiaro.” (1)

In effetti, anche altri ricercatori descrivono le esperienze mentali in Natura proprio come uno spontaneo alternarsi tra il vagare della mente, mind wandering, orientato internamente, e il fascino morbido, fascination, orientato esternamente. Questo secondo meccanismo fornisce le basi per percorsi che migliorano il controllo dell'attenzione in seguito all'esperienza della natura, mentre il vagare libero della mente, mind wandering, può supportare ulteriori benefici per la creatività, inclusa la flessibilità e nuove associazioni di idee (2). Ciò, a sua volta, può favorire l’emergere di prospettive differenti e di soluzioni per la propria salute e la possibilità di pianificare nuove strategie per migliorare il proprio stile di vita, così come osservato dagli studi scientifici (3, 4)

Le raccomandazioni scientifiche attuali invitano inoltre a bilanciare le eventuali pratiche di mindfulness, applicate per superare alcune conseguenze potenzialmente dannose del mind wandering, evitando di contrastarlo continuativamente, perché esso può offrire alcuni vantaggi unici nei momenti opportuni (5) e, come riportato, la frequentazione della natura e delle foreste è individuata proprio come una delle circostanze migliori perché il mind wandering risulti vantaggioso.

Le applicazioni della mindfulness, della green mindfulness e di altri approcci che dirigono l’attenzione e la consapevolezza hanno invece obiettivi diversi da quelli delle immersioni in foresta e hanno inoltre necessità organizzative, di setting e di privacy poco compatibili e coerenti con la pratica nelle foreste selvatiche, tanto che in alcuni casi la ricerca si spinge fino a considerare la necessità di portare la natura nel setting clinico, piuttosto che portare la pratica terapeutica all'aperto (6).

Il modello teorico-pratico delle immersioni in foresta definito dalla TeFFIt esclude pertanto la proposta di alcune attività che possono invece essere comprese nelle Terapie Forestali, svolte in ambienti e con obiettivi differenti. Per quanto sopra riferito, le esclusioni riguardano le attività motorie organizzate, le escursioni, l’esercizio fisico, varie forme di camminata, ecc, ma anche la Mindfulness e tecniche affini.

In particolare, poiché compito del Conduttore di immersioni in foresta, così come definito dalla TeFFIt, è quello di favorire la relazione degli utenti con la foresta e la ricezione dei suoi benefici fisici e mentali, tali proposte potrebbero addirittura contrastare alcuni effetti positivi, soprattutto per quanto riguarda la rigenerazione, il recupero dallo stress, e la possibilità di migliorare la creatività, la flessibilità e nuove associazioni di idee per la propria salute.

RIFERIMENTI

  1. Li Qing, Shinrin-Yoku: The Art and Science of Forest Bathing, Penguin Life Ed., 2018

  2. Williams, K., Lee, K.E., Hartig, T., Sargent, L., Williams, N.S., & Johnson, K.A. (2018). Conceptualising creativity benefits of nature experience: Attention restoration and mind wandering as complementary processes. Journal of Environmental Psychology, 59, 36-45.

  3. Sonntag-Öström, E., Stenlund, T., Nordin, M., Lundell, Y., Ahlgren, C., Fjellman-Wiklund, A., Järvholm, L., Dolling, A. (2015). “Nature's effect on my mind”–Patients’ qualitative experiences of a forest-based rehabilitation programme. Urban Forestry & Urban Greening, 14 (3), 607-614.

  4. Oh, K.H., Shin, W.S., Khil, T.G., Kim, D.J. (2020) Six-Step Model of Nature-Based Therapy Process. International Journal of Environmental Research and Public Health, 17, 685.).

  5. Schooler, J., Mrazek, M., Franklin, M.S., Baird, B., Mooneyham, B.W., Zedelius, C.M., & Broadway, J. (2014). The Middle Way: Finding the Balance between Mindfulness and Mind-Wandering, in Psychology of Learning and Motivation, Academic Press, vol 60, pg 1-33

  6. Chalquist, C 2009 A look at the ecotherapy research evidence. Ecopsychology 1 64-74.